ALLA MIA NAZIONE

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Nel mentre che il caldo ci ammanta e una nazionale di calcio spumeggiante regala quella spensieratezza tipica della solare Terra Donna e Madre, fondata dai Padri, che siamo, il Paese si trova ad affrontare sfide difficili, apparentemente impossibili.

<< Non ho scritto che sarebbe stato facile e non ho scritto che sarebbe stato impossibile >>.

Spetta a noi, alla nostra consapevolezza, rendere possibile ciò che non vogliamo appaia tale perché tale non è.

La abbiamo tale consapevolezza?

Abbiamo dipinte le volontà dei Padri e abbracciato le forze delle Madri nei nostri intelletti, nei nostri cuori?

Rievochiamola con Pier Paolo Pasolini, intellettuale discusso, dall’indubbio genio e dalle indubbie zone d’ombra; forse un Profeta pur nella sua caduca e imperfetta umanità che lo hanno sempre lasciato vivo, anche ora che è morto.

Vivo di essere senza scissioni, attraverso la sua verace penna, perché come scriveva Platone:

“L’ attore che finge, scindendo l’ etica dall’ estetica, va espulso dalla Repubblica”.

Eccoci:

Alla mia Nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico

ma nazione vivente, ma nazione europea:

e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,

governanti impiegati di agrari, prefetti codini,

avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,

funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,

una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!

Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci

pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,

tra case coloniali scrostate ormai come chiese.

Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,

proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.

E solo perché sei cattolica, non puoi pensare

che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare,

libera il mondo.

Stiamo sprofondando nel nostro bel mare? Libereremo il Mondo?

Ho una sola certezza: nella sua immensa genialità e variopinta dinamicità, socialità; nella sua, incomprensibile agli estranei, incoerenza, nelle sue profonde contraddizioni; nei suoi voli e le sue cadute, la Nostra Nazione ce la sta mettendo tutta, esaltando tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti;

è umana, sta chiedendo aiuto;

e come tale va rispettata e va difesa;

vanno difese le sue Figlie, i suoi Figli, va difesa la sua Costituzione.

Lasciamoci andare, ora, alla nostra consapevolezza.

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