HomeCOSTITUZIONE ITALIANAAttenzione al principio di rivalsa proporzionale.

Attenzione al principio di rivalsa proporzionale.

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Il biblico “Occhio per occhio”

La divisione della popolazione. Un’osservazione pertinente.

Quando si indaga sulle ragioni che contrappongono dei gruppi di persone, non è difficile individuarne le motivazioni a meno che la contrapposizione non riguardi il processo vaccinale.

In tale ambito nessuna argomentazione, per censo, cultura, età, sesso, religione, territorio, o altro, appare significativa.

La spaccatura, ad un esame ragionato, è indotta dalla comunicazione istituzionale gestita dall’apparato di governo.

Non è una novità, la storia si ripete.

Se ieri la chiesa vendeva le indulgenze per un posto in Paradiso oggi, il potere secolare, ha trasformato l’informazione in una televendita.

Ma se l’uomo ha deciso di accettare la vita sociale e con essa la supremazia di un apparato legittimato ad usare la forza per garantirgli sicurezza, salute, previdenza, proprietà … fino a quando sarà disposto a pagare un apparato corrotto che trucca le carte per favorire altri clan in concorrenza con Lui? Da ragazzo leggevo avvincenti libri di fantascienza, mi appassionavano pur essendo consapevole dell’irrealtà narrativa.

Oggi osservo, tristemente, che la maggioranza degli italiani affida le proprie certezze a una narrazione più incredibile di quella dei romanzi di Urania.

La forza dei media

Recupero una citazione di Malcolm X sul condizionamento delle menti e la trasformazione delle genti in greggi mansuete e pascenti.

I media sono la più potente entità sulla terra ed hanno il potere di rendere gli innocenti colpevoli e di fare il colpevole innocente. Essi rappresentano il potere che controlla le menti delle Masse.

Mi sembra perfetta!

Non c’è infatti istituzione pubblica, telegiornale, programma di intrattenimento, rivista, cartello e strumento comunicativo in generale che abbia affrontato con approccio multidisciplinare (scientificamente, economicamente, politicamente e antropologicamente) il tema vaccinale. Mi domando: Quanti italiani si sarebbero

vaccinati se gli avessero detto che c’erano ottime cure alternative, che il siero inoculato era una terapia genica sperimentale e che avrebbe potuto causare imprevedibili effetti collaterali? La risposta è scontata: quasi nessuno.

La scienza non è un pensiero, è un metodo.

Dal 17° secolo il sapere, quello vero, osserva le regole del metodo scientifico, protocolli che richiedono di esaminare criticamente il fenomeno allo studio, porsi domande, formulare ipotesi, compiere esperimenti, verificare se l’ipotesi è corretta, analizzare i risultati, ripetere l’esperimento, confrontarsi con altri studi e altri studiosi … Nulla di tutto ciò è successo, da due anni a questa parte, in molti paesi della cosiddetta area occidentale.

Interdetta ogni domanda, censurato e represso il dissenso, diffuso ogni sorta di improbabile verità, la comunicazione ufficiale, monocorde, ha comandato un’unica velina narrativa.

Il papa ha reinterpretato alcuni passi del Vangelo, il governo ha imposto una normativa di guerra e il presidente della repubblica, completamente rintronato e più divisivo di un tifoso di rugby, ha parlato di difesa della democrazia in un paese dove proprio Lui ha impedito di votare.

Riprendiamoci la libertà

Insisto molto su questo argomento, di stretta competenza sindacale, da quando il governo ha sferrato l’attacco più subdolo ed indegno ai presidi del diritto del lavoro.

L’icona di Landini che amoreggia con Draghi mi ha rivoltato lo stomaco.

Vedo e mi preoccupa la fine del contratto sociale, quell’ordinamento che giustifica l’obbedienza del cittadino allo Stato.

Lo sapevate che il nostro Paese viaggia al ritmo di 3,5 decreti legge al mese, che l’esecutivo chiede la fiducia in media ogni 10,8 giorni e che ha blindato con un voto di fiducia ben 7 provvedimenti tra cui il processo penale? Arrivate ad una conclusione libera da stupri mentali e/o da preconcetti? Giorgio Agamben e Massimo Cacciari, intellettuali super partes e fino a ieri giudicati al pari dei più infallibili oracoli, parlano di un vero e proprio colpo di Stato.

Sono d’accordo con loro e spero che prima del prossimo 25 aprile, quando i commedianti prezzolati che ci governano celebreranno l’anniversario della Liberazione, il popolo italiano trovi il coraggio di liberarsi dai suoi veri nemici e invasori.

Vivere o sopravvivere?

Con l’introduzione del super green pass, il Governo ha superato la linea del Piave e da oggi, come allora, tutto è pericolosamente possibile.

Come un bandito di strada, un bullo di periferia, quello che resta di uno stato democratico, ha deciso di deprivare onesti e rispettosi cittadini di primari diritti costituzionali, imponendogli una vita da segregati, marchiati come delinquenti al 41- bis.

L’incapacità e la miopia di questi pagliacci al governo sono tali da non prevedere che tra i mille resistenti che si piegheranno altri mille si sentiranno orgogliosamente soldati vocati al sacrificio, uomini e donne che il sistema sta trasformando da cittadini esemplari a combattenti per la libertà.

Nasce il pericolo di una stagione di lutti, una stagione propiziata proprio da chi dovrebbe garantirci sicurezza e un futuro migliore.

Risposta a Gianluca:

si, caro Gianluca, anch’io leggerò o ascolterò il pensiero dei segretari generali più rappresentativi del sindacato italiano e mi auguro che, almeno in questa occasione, si ricordino per quale motivo sono lì a rappresentare i lavoratori.

Ecco, invece, cosa penso a proposito dei temi che hai sollevato:

1) Viviamo da quasi due anni in stato d’emergenza, una condizione che il Governo ipotizza di prorogare in aperta violazione del principio costituzionale.

La decisione trasformerà lo stato di emergenza in stato di eccezione, un palese indice di autocrazia.

2) Una cosa è l’informazione un’altra è la propaganda. Pochi sanno dell’esistenza di un decreto del ministro dello Sviluppo economico messo in campo per finanziare, con ingenti somme di denaro, giornali, televisioni e media che pubblicano le veline che passa il Governo e che più veline governative vengono diffuse, più quattrini vanno all’emittente (nessun finanziamento per chi pubblica informazione indipendente).

A tale proposito condivido una recente dichiarazione del filosofo Agamben: “Un giorno gli storici guarderanno questo momento dell’esistenza dell’uomo in cui i giornalisti hanno dato prova della più infame complicità con l’arbitrio del potere”

3) Arrivo all’ultima risposta. Per definizione il diritto deve essere certo. Non esiste legalità senza certezza e stabilità delle norme.

Questo governo è una fucina di regole irrazionali, incomprensibili e perennemente mutevoli.

Per sapere come vivremo domani dobbiamo restare incollati ai telegiornali della sera, una situazione che solo un popolo di servi può accettare.

La politica di Draghi sta distruggendo la vita di prossimità, il calore e l’energia di un abbraccio e tutto questo per creare un mondo di monaci da tastiera, asettici, divisi, sospettosi, sfiduciati e impauriti.

La cecità delle persone, dopo il martellamento mediatico di questi mesi, è impressionante.

Spero in una rivoluzione collettiva, auspicabilmente pacifica, indispensabile per riprenderci libertà e voglia di vivere

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