HomeCOSTITUZIONE ITALIANALa Costituzione si tinge di verde e gli italiani si adattano....

La Costituzione si tinge di verde e gli italiani si adattano. Presto, tutti in mutande!

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Ricordo ancora le raccomandazioni del mio professore di diritto costituzionale sull’intangibilità dei principi fondamentali della nostra costituzione, contenuti nei primi 12 articoli del documento (…. centralità del lavoro, sovranità popolare, riconoscimento dei diritti umani, affermazione dei principi di uguaglianza e di dignità …).

Quando il vento pandemico non aveva ancora offuscato le menti dell’intellighenzia si diceva e si scriveva che le leggi che integrano o modificano la costituzione si pongono in una posizione subordinata rispetto alle norme originarie e non possono superare i limiti espliciti (ex art. 139 ..,. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale) ed impliciti (i principi fondamentali contenuti nei primi 12 articoli) in essa contenuti.

Solo recentemente, con l’entrata nel Pantheon della politica degli statisti di Paperopoli ci si è spinti oltre al filo spinato, pasticciando l’articolo 9 e di rimbalzo il 41 della sacra carta. Certo, se a proporre l’integrazione dell’art.9 fosse stata Madre Teresa di Calcutta e non il ministro della transizione ecologica, leader del dicastero conciliato dal re Sole, forse certi sospetti non investirebbero i costituzionalisti.

In ogni caso nessun politico e giurista si era mai azzardato, dalla data di avvio della Costituzione, a contaminare uno dei 12 articoli portanti dell’ordinamento repubblicano”.

Questo è un fatto!

A pensare male si fa peccato, anche se il papa “modernista ” ci assicura che comunque andremo tutti in Paradiso

C’è chi pensa che l’iniziativa costituzionale di cui discutiamo, sia propedeutica a fornire la giustificazione ad un piano di ulteriore riduzione delle libertà e dei diritti primari, questa volta non più in nome della psicopandemia e del “diritto alla salute” ma sull’altare della ”tutela dell’ambiente” e dell’”interesse delle future generazioni”.

Seguendo la logica del distorto paradigma della prevalenza ascientifica dell’interesse collettivo sui diritti fondamentali, per loro natura individuali, escludere una tale ipotesi equivale a peccare di ingenuità.

E’ tutt’altro che peregrino ed in linea con il pensiero del mondialismo imperante, pensare che la “trasformazione green”, e l’indefinito interesse delle “future generazioni” – possano tradursi, tra l’altro, in nuovi e più invasivi lockdown (i paventati, futuri, sistemi di controllo sociale)

Lo sapevate che: Roberto Cingolani, dal 13 febbraio 2021 ministro della transizione ecologica, ha dichiarato che l’essere umano è il “parassita” del pianeta e che la terra è “programmata” (Lui ne sa più di Dio ) per 3 miliardi di persone.

Ora, guarda caso, proprio da Lui è sgorgata l’istanza modificatrice dell’art.9; una ragione in più per riflettere sul lato oscuro del progetto.

Cingolani ha una visione del mondo dove la democrazia e la pietà sono state esiliate.

Per chi scrive, però, poco importa la visione di Cingolani e poco interessa anche quella della Conventicola dei genieri che lo sostengono e che ci governano.

Cosa deve preoccuparci, allora? Eccoci al punto. Sicuramente dobbiamo temere la massa informe degli imbecilli che fideisticamente sostengono questi predatori sociali, un universo di soggiogati, ipnotizzati e impauriti che reagiscono come i bambini di fronte al leggendario Babu, il mostro dell’armadio, sempre in agguato e pronto a colpire il piccoletto se non si mette subito a dormire.

Dobbiamo temere anche quell’armata di utili idioti che rappresentano l’asse portante dell’economia italiana, il 95% delle aziende di piccole dimensioni, incensanti le virtù invisibili di Draghi, l’uomo che osservando la loro struttura ha dichiarato che devono sparire perché inefficienti ed evasive.

Gesù direbbe “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.

Noi dobbiamo fare qualcosa di più …

Concludo.

Prima di lanciare uno sguardo alle novità che, a par mio, dovrebbero preoccuparci, una novità positiva, per quanto inserita nel contesto sbagliato e in odore di falso buonismo riguarda gli animali che da cose assurgono ad esseri senzienti, creature che soffrono e provano dolore”.

Speriamo non resti solo una dichiarazione.

Sul tema animalista sono molto curioso di ascoltare il pensiero del papa modernista … Non sono più gli animali e l’ambiente ad essere creati per l’uomo ma sono parte, insieme all’uomo ed alla pari di quest’ultimo, dell’ecosistema in cui viviamo.

La Chiesa diceva l’esatto contrario.

Partiamo dall’articolo 9 ante e post riforma
(A) L’articolo 9 era composto da due commi. La riforma introduce un ulteriore comma. Di seguito (in rosso), l’integrazione al testo della disposizione. “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”
(B) L’articolo 41 era composto da tre commi, la riforma introduce alcuni “incisi” (in evidenza) , “ L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.

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