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La libertà non è un solo un diritto individuale, è anche un dovere sociale.

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I 4 capponi di Renzo non avevano l’intelligenza per

comprendere il futuro che di lì a poco li attendeva e si beccavano

tra di loro in attesa di finire in pentola. La scena dei pollastri

renziani diventerà più famigliare, a breve, perché nel pentolone finiremo

anche Noi, pur avendo un cervello più evoluto di quello di una gallina

Se possiedi ancora quel minimo di strumenti cognitivi, culturali e morali per esaminare con logica e razionalità le decisioni asociali, illiberali e antidemocratiche assunte dal Governo più antiitaliano e antipopolare della storia repubblicana      

DEVI RIBELLARTI.

Questo esecutivo sta dividendo le famiglie, annientando l’amicizia, demolendo la solidarietà, istigando paura, odio e sospetto.

Principi, valori e diritti proclamati come fondamentali ed inviolabili si sciolgono come la neve al sole.

Scompare il diritto al lavoro in una repubblica fondata sul lavoro, si tracciano i movimenti delle persone oneste, si segregano le minoranze, si disinforma istituzionalmente il cittadino, si censura la stampa, si intimidisce il dissenso e si terrorizza la collettività con una catechesi catastrofista.

Mentre l’assistenza sanitarie e quella previdenziale stanno precipitando anche la fiducia e la speranza crollano insieme all’economia del Paese. 

L’art. 49 della Costituzione Italiana, tanto esaltata dai silenti amici di “Bella Ciao”, ci ricorda che “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Il significato è chiaro; in una repubblica parlamentare, sono i cittadini, attraverso libere elezioni, ad eleggere i loro rappresentanti e ad affidargli la realizzazione del futuro programma di governo.

È dal parlamento e solo dal parlamento che deve nascere il Governo che dirigerà il paese. 

 Ma è proprio così che sta andando?  Il nostro anziano e vaccinato presidente della repubblica, similmente all’altro anziano e altrettanto vaccinato predecessore, hanno disatteso il sacro precetto costituzionale imponendoci, nel silenzio dell’intellighenzia al soldo privato, governi extra parlamentari, portando alla guida della nazione due banker inoculati con forza e senza consenso nel corpo debilitato della democrazia italiana, proprio come il siero sperimentale.

La prima carica dello stato ha ritenuto, così, di sostituirsi al Parlamento, quasi che la classe politica e il popolo che essa rappresenta fossero entità subumane necessitanti di un tutoraggio. 

Napolitano e Mattarella, uniti nella predicazione salvifica delle gesta resistenziali e dichiarati paladini della carta costituzionale, ci hanno surrettiziamente imposto due uomini specializzati in liquidazioni aziendali, chiusura di ospedali, deflaziona stipendiale, alleggerimento di pensioni e censura di ogni confronto dialettico. 

Due uomini, Monti e Draghi, sprovvisti di coscienza umanistica, per l’ultimo anche una recente esibizione come mentitore seriale. Ricordate le sue recenti dichiarazioni a proposito del sacro antidoto”; se … “Non ti vaccini, ti ammali, muori, oppure fai morire” Una panzana ciclopica ma che molti boccaloni hanno preso per buona e, in pausa cognitiva, escono ancora oggi di casa con doppia mascherina e guanti chirurgici.  

Se è vero che questo parlamento non rappresenta da tempo la volontà popolare, non spettava ai presidenti della repubblica subappaltare la rappresentanza del popolo italiano a due banchieri.

Di democrazia c’è rimasto ben poco in Italia e ne resterà sempre di meno se non troveremo la forza di ribellarci.  

Aprite gli occhi e attenetevi ai fatti. 

Oggi è il siero sperimentale il loro cavallo di battaglia, serve, com’è stato autorevolmente rilevato, atrasformare lo stato di emergenza in uno stato di eccezione.

Vi spiego il concetto.

Lo stato di emergenza «presuppone la stabilità del sistema mentre quello di eccezione il suo disfacimento.

Ricordate l’esternazione di Draghi al meeting di Rimini? “Nulla sarà più come prima”” La frase chiarisce inequivocabilmente l’inevitabilità di un cambiamento strutturale che vogliono imprimere alla nostra esistenza, un mutamento di paradigma sociale, una ristrutturazione anche antropologica dell’uomo che deve avvenire fuori dalle regole della democrazia.

Insomma, una prevaricazione dispotica. Per capire di cosa si tratta vi invito a leggere il libro “The Great Reset” di Klaus Schwab, direttore esecutivo del “Forum di Davos (il mondo sostenibile dopo la pandemia Covid-19).

Una prospettiva, quella del nuovo mondo, che solo una genia schizofrenica che vive e prospera sul dolore delle genti può immaginare. Una società del distanziamento, competitiva, asociale, fredda, apolide, sciolta da ogni vincolo affettivo, famigliare ed amicale, deprivata della sua storia, dei suoi costumi, del suo territorio, della religione, allevata a gusti e stimoli comuni e prona all’obbedienza, insomma una società glebalizzata.

Il progetto di Mario Draghi copia fedelmente la traccia di Davos per un Europa più verde, più digitale e più resiliente.

Peccato che il progetto non parli di ridistribuzione della ricchezza, di valore e sacralità del lavoro, non investa che pochi spiccioli nella sanità, nella scuola, nella formazione, nell’economia reale e in particolare in quella che ha fatto eccellere l’Italia nel mondo, trascuri totalmente salute alimentare e non accenni minimamente ad una riacquisizione statele dei servizi pubblici essenziali.

Questo Governo si è arrogato il diritto, per bocca di taluni anche il dovere, di aiutarci senza mandato, Non permettiamogli di vincere e riscopriamo la voglia di vivere e di lottare che è poi la pulsione mediterranea che ci ha resi mente, cuore, esempio e orgoglio di tutta l’Europa 

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