HomeCOMUNICAZIONE E PUBBLICHE RELAZIONIUn elefante non passa dalla porta di casa.

Un elefante non passa dalla porta di casa.

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Il ragionamento è l’insieme dei processi mentali con cui si ricavano inferenze (nuove conoscenze), a partire da quelle che già conosciamo.

Il ragionamento parte sempre dalle premesse (ciò di cui siamo certi) e ha l’obiettivo di portarci ad una proposizione di conclusione seguendo un percorso logico-razionale. Così operando se le premesse sono vere, vera sarà anche la conclusione.

Da uomo più di legge che di scienza, ben mi guardo da contraddire un medico che parla di medicina, pur dubitando del valore assoluto delle sue tesi.

La scienza è esperienza, ragione e conoscenze in divenire.

La scienza rifugge dal dogmatismo, dal principio di autorità e si basa, su verità oggettive nella temporaneità.

Quello che è vero oggi non è detto (e così è sempre stato) che lo sia anche domani.

Tutto chiaro? Spero di sì, ma passiamo oltre. Giorni fa il prof. Orazio Schillaci, attuale Ministro della Salute, ha dichiarato che senza i vaccini ci sarebbero stati 150.000 morti in più di quelli che si sono avuti”.

Non è dato sapere dove Schillaci abbia recuperato questi numeri visto che l’evidenza dei fatti (l’elefante non passa dalla porta di casa), nella circostanza le mappe ufficiali dei livelli di vaccinazione nel mondo, ci raccontano un’altra storia e più precisamente che i paesi che hanno avuto il tasso di inoculazioni più basso, stanno decisamente meglio di quelli che hanno costretto la popolazione a vaccinarsi.

Schillaci sembra rifuggire la logica del ragionamento e la legge della comparazione dei dati. Perché?

Perché è così difficile ammettere la verità oggettiva (la comparazione dei dati statistici)? Questo personaggio mi ricorda un amichetto d’infanzia che aveva scoperto che a mettere i regali sotto l’albero di Natale era il suo papà ma per non perdere l’incantesimo del momento si era autoconvinto che il suo babbo era proprio Babbo Natale.

Adesso, vediamo insieme qualche dato ufficiale:

Vi prego non credetemi sulla parola, siate curiosi e imparate a documentarvi personalmente.

Come ho scritto altrove:

Sapere è potere ed è anche un miracoloso antidoto contro le fregature.


Nei paesi poveri del mondo le persone dovevano morire come mosche, almeno secondo la tesi di Schillaci e dei fautori del salvifico vaccino. Niente di tutto ciò è successo. I terzo/quarto mondisti stanno bene, molto meglio di Noi.
I dati:

La Papua Nuova Guinea è il paese meno vaccinato al mondo con solo il 3% di inoculati.
Qui i morti sono stati 668 con una popolazione che è circa 1/6 dell’Italia (il numero dei decessi è 60 volte inferiore al nostro).

Il Madagascar. In questa grande isola al largo della costa meridionale dell’Africa, i sierati sono il 5,9% contro l’81% circa dell’Italia.

Nel Madagascar i morti per Covid, secondo le statistiche ufficiali, sono 1411 contro i 180.000 italiani.

Il Madagascar ha la metà degli abitanti dell’Italia quindi in proporzione ha avuta circa 50 volte meno morti del Bel Paese.

C’è poi il Senegal.

Nella repubblica del Senegal i vaccinati sono il 7% e, indovinate un po’, meno di 2000
morti per Covid su circa 17.000.000 di abitanti.

Potremo continuare ancora la narrazione, riempiendo molte pagine, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso.

Cosa dobbiamo, conseguentemente, dedurre?

Se il giornalismo nostrano ci risparmia l’attribuzione dei decessi al sempreverde Vladimir Vladimirovic Putin e se pensiamo di non trovarci di fronte ad un virus razzista che ignora gli africani e i mediorientali per castigare i seguaci del Washington consensus, dobbiamo declinare su tesi più affidabili, magari anche affermando che “continuare a vaccinarsi
non è proprio una buona idea”.

Novak Djokovic docet!

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